La Champagne verso una nuova vendemmia precoce

(L’invaiatura del pinot noir – fotografia JPS68)

Impressionanti i primi dati dei rilievi CIVC sulla maturazione tecnologica 

di Samuel Cogliati 
 
agosto 2018

Poche settimane or sono prospettavamo una raccolta per così dire “anticipata” anche quest’anno, in Champagne

I dati provvisori del Réseau maturation del Comité interprofessionnel des vins de Champagne del 6 agosto (234 prelievi totali) sembrano confermare questa ipotesi. Le uve sembrerebbero al momento al riparo dalla botrytis, ovviamente con livelli di acidità ancora elevatissimi, ma più o meno a metà del processo di invaiatura (solo l’Aisne e la Seine-et-Marne appaiono più indietro).
Impressiona però soprattutto il livello di maturazione tecnologica zuccherina: oggi le uve champenoises mostrano un alcol potenziale medio di 6,5%. I due pinot sono leggermente più avanti, lo chardonnay un passo indietro (ma comunque già mediamente a 6,1%). La Marne appare in genere un pochino in anticipo rispetto agli altri territori.

Il punto di equilibrio comunemente accettato per le uve destinate allo champagne è in genere tra 9 e 10%, o poco più. La voce di qualche vignaiolo parla già del 20-22 agosto per l’inizio della vendemmia, fidando in un aumento di 1,5% gradi alcolici potenziali a settimana. Le autorità competenti puntano però verso il 25 agosto, e hanno già fissato le rese base “appellation” a 10.800 kg/ha, come l’anno scorso, con però un aumento dei volumi destinati alle riserve (4.700 kg/ha). Naturalmente toccando ferro e incrociando le dita. E con la speranza che non ci si sbilanci già da ora con previsioni di “annata del secolo”, ché non è il caso. Merci
(Un grappolo di pinot nero in fase di invaiatura – fotografia Olivier Colas)
(Un grappolo di pinot nero in fase di invaiatura – fotografia Olivier Colas)

cogliati@possibiliaeditore.eu