Il vino naturale alla prova dell’autodisciplina

(Angiolino Maule – fotografia © VinNatur)

L’associazione VinNatur definisce il proprio disciplinare interno. Tra plausi e perplessità. 

di Samuel Cogliati

agosto 2016

La notizia non stupisce. Erano anni che all’interno del mondo del vino cosiddetto “naturale” si discuteva dell’opportunità e della necessità di un disciplinare tecnico di produzione, o comunque di uno strumento normativo che fissasse un rapporto tra forma (il termine naturale e il suo utilizzo) e sostanza (le pratiche ammesse in vigna e in cantina). Ora l’associazione VinNatur, capitanata da anni dall’inossidabile Angiolino Maule (il quale, dal carattere sanguigno e dalle posture spesso dure, si è creato nemici e ha sollevato entusiasmi, come accade a chi si schiera energicamente), ha deciso di dotarsi di un disciplinare di produzione interno. Prevedibilmente, le reazioni sono vivaci e disparate. 

Personalmente mi sto da qualche tempo disamorando non del vino naturale – giammai! –, ma del dibattito, talvolta speculativo, lezioso o aprioristico che questa dicitura genera da diversi anni. Tuttavia mi rendo conto che questa discussione è anche inevitabile.
A me non dispiace l’idea che qualcuno – nello specifico un’associazione da anni molto attiva e determinata, per quanto non senza polemiche e inevitabili dissidi – abbia compiuto il passo di un disciplinare di produzione. Sono conscio e concordo sul fatto che un’iniziativa di questo tipo offra il fianco alle strumentalizzazioni e si esponga a dubbi o contestazioni. È il destino di qualunque innovazione. Ciò che forse più mi convince, è che l’abbia fatto appunto un soggetto indipendente e direttamente coinvolto sul tema, anziché un soggetto istituzionale. Continuo a considerare una sconfitta generale il “compromesso” (il termine è eufemistico) con il quale l’Unione europea varò nel 2012 il regolamento sul vino biologico.
Certo: si contesta, tra le varie cose, la scelta di VinNatur di essere scesa a compromessi con il ministero delle Politiche agricole, per quanto riguarda il controllo sul suddetto disciplinare. È un’obiezione pertinente, simile a quella che si potrebbe muovere all’Association des vins naturels, che in Francia ha avviato una trattativa con il governo per l’istituzione di un logo dedicato al vino naturale. Due iter pieni di insidie e di rischi. Ma, si sa, il mondo è sporco; la perfezione lasciamola ai santi (che non a caso sono morti). 

Da non tecnico, la normativa interna VinNatur mi pare di buon senso, circostanziata, rigorosa quanto basta, e pragmatica. Riflette l’indole e il modus operandi di Maule. Sul piano pratico, mi sembra che offra uno strumento chiaro sia ai produttori sia ai clienti-bevitori, per orientarsi. Del resto nessuno mi pare contesti ad esempio a Demeter di essersi dotata di un analogo disciplinare interno per normare il proprio vino biodinamico.  
Peraltro l’istituzione di questo disciplinare non vieta ad altre anime del fenomeno “naturalista” di muoversi su altri piani, di prendere (o non prendere) altre iniziative, di rivendicare legittimamente altri approcci e altri punti di vista. La carta VinNatur non si appropria della dicitura “vino naturale”, la quale ricomprende – a mio parere più nel bene che nel male – altre implicazioni e istanze culturali, ecologiche, agricole, economiche, politiche. 
Peraltro temo che del vino e del cosiddetto tanto contestato concetto di naturalità si sappia ad oggi ancora troppo poco, e che solo il tempo, la riflessione e la ricerca permetteranno, nei prossimi decenni, di capirne qualcosa di più. Come di tutti i fenomeni umani. 
Ho l’impressione che questo passaggio fosse ormai necessario e inevitabile, in una temperie storica in cui sul carro del vino naturale saltano o si aggrappano indebitamente in troppi. Con troppi interessi. Il disciplinare VinNatur ha anche il pregio di definire, normandolo, che cosa sia il vino VinNatur, ovvero una delle possibili forme di vino naturale: iniziativa che sottrae questa bevanda a una delle più ricorrenti obiezioni. 

vinnatur assemblea disciplinare
(L’assemblea VinNatur del 15 luglio, che ha votato il disciplinare – fotografia VinNatur)

cogliati@possibilia.eu