Gli champagne del XIX secolo

(fotografia © Giampi Giacobbo / Possibilia Editore)

Bottiglie leggendarie. L’ultimo ritrovamento – in ordine di tempo – in casa Pol Roger: forse un vino del 1898. 

di Samuel Cogliati

febbraio 2018

Anche se non è una novità assoluta, notizie come questa fanno sempre rumore. Qualche giorno fa, nel cantiere di una cantina sotterranea della maison Pol Roger crollata il 24 febbraio 1900 a Épernay, il vice chef de cave, Damien Cambres, in procinto di raccogliere il testimone da Dominique Petit, si è imbattuto in alcune bottiglie intatte e integre. Vari elementi storici e gli archivi della maison lasciano supporre racchiudano quanto meno il vino della vendemmia 1898; ma non è escluso che siano cuvée ancora più antiche. 

In casa Pol Roger non si tratta di un record, perché l'”infernotto” dell’azienda custodisce gelosamente champagne del 1892, 1880, 1874 e anche 1865. Peraltro la maison presieduta da Christian de Billy non è l’unica a vantare tali tesori. Alcuni anni or sono aveva fatto clamore il ritrovamento di decine di bottiglie in fondo al mar Baltico, databili tra il 1839 e il 1841, e in parte di proprietà della Veuve Clicquot. Più di recente, è stata Bollinger a far parlare di sé, ritrovando in una cantina abbandonata ben 53 flaconi risalenti al 1830. 

I pochi fortunatissimi che hanno potuto degustare questi tesori nascosti riportati alla luce del sole giurano che si tratti vini perfettamente bevibili, talora addirittura emozionanti.
Non c’è motivo di dubitarne: lo champagne è uno dei vini che più si giova di lunghissimi invecchiamenti; ne ho ampiamente discorso nei miei libri, in particolare nell’ultimo L’immaginario e il reale. E, pur senza risalire all’Ottocento, ne avremo un’interessante riprova sabato 3 marzo nell’àmbito dell’edizione 2018 di Live Wine: alle 15.00 condurrò una degustazione su questo tema, e tra i quattro vini proposti in assaggio, ci sarà anche il maestoso 1976 della maison Drappier.

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