Champagne Boulard: il vino oltre la liqueur

(foto Samuel Cogliati)

Il mailly di Raymond Boulard “base” 2005 alla prova vincente del tempo

di Samuel Cogliati

settembre 2015

Per molti – molte grandi maison, ad esempio – 6 grammi/litro di liqueur d’expédition sono una misura piuttosto temeraria. L’obiettivo è l’espressione più diretta della materia prima su cui è costruito lo champagne. Per altri questa stessa dose è al contrario eccessiva, e già tende a mascherare l’identità espressiva dell’uva. Il punto è che la questione è relativa e la risposta varia con l’annata, il/i vitigno/i, il terroir, le date di vendemmia, le scelte di vinificazione, i tempi di maturazione, la data di sboccatura, ecc.

Da quando, pochi anni or sono, Francis Boulard si è staccato dall’azienda di famiglia per costituire assieme alla figlia Delphine il proprio domaine, la sua scelta si è orientata verso dosaggi più contenuti, quando non verso il brut nature. La sua è un’opzione saldamente motivata dalla volontà di non nascondere nulla del talento di uve coltivate con grande precisione e dunque di tanto impegno in vigna. 
Come ho scritto in Champagne – Il sogno fragile (2013), non sono un fanatico del pas dosé a tutti i costi. In sé non basta, a mio avviso, rinunciare alla liqueur per ottenere automaticamente un vino più buono, nemmeno con una materia prima di alto profilo. Probabilmente un brut nature è gustativamente più puro, più “trasparente”, ma non è detto che risulti più completo. In particolare mi sembra che spesso negli champagne il dosaggio contribuisca sia al mantenimento nel tempo, sia a ottenere un vino più elegante e complesso dopo un certo invecchiamento. Spesso vecchi grandi champagne dosati ne sono una luminosa dimostrazione. Ovviamente è anche una questione di sensibilità nel cogliere la giusta misura in funzione del proprio vino. È quanto pare che accada con il Mailly Grand cru a base 2005 di Boulard, vino appartenente alla “vecchia gestione pre-indipendenza” (Raymond Boulard), e dosato appunto con 6 grammi/litro.

Probabilmente non sapremo mai se quello stesso champagne meno o non dosato sarebbe oggi migliore. Ma per me è fuor di dubbio che quella bottiglia – ahimè l’ultima della mia cantina – sia un vero fuoriclasse. Una statura imputabile innanzi tutto a una materia prima eccelsa: il vino dimostra infatti una ricchezza aromatica autentica, che travalica ampiamente la diatriba del dosaggio.

(Una piccola ma necessaria chiosa. Questa stessa sensazione si ricava da un altro metodo classico eccelso, il franciacorta “Sospiri” 2008 di Cà del Vént. Pur non essendo stato dosato, questo vino poteva contare su un residuo zuccherino di 3,9 g/l. Senza voler proporre un paragone – inopportuno data la diversità d’origine geografica – il risultato in termini gustativi è vicino, sia per la generosità dello stile sia per il livello qualitativo. Degustato poche settimane prima del mailly, si tratta di un altro spumante esaltante e pienamente convincente. Vale la pena accludere a questo testo anche la sua scheda di assaggio. Anche in questo caso, il rammarico è che sia finito…). 


La degustazione

Champagne brut Mailly-Champagne Grand cru Raymond Boulard
Tostato, maturo, candito, aperto, rilassato, solare. Fitto, sapido, finemente dolce, elegante, maturo ma tonico e lungo. Champagne di statura e di razza.
[09/2015]
[pinot noir 90% + chardonnay 10% • 2005 + 20% vin de réserve 2004 e 2003 • età media delle viti 20 anni • vinificazione per 50% in botte • fermentazione del vin clair con lieviti indigeni • nessuna chiarifica enologica (collage) • dosaggio 6 g/l • dégorgement 10/07/2007]

(fotografia Samuel Cogliati)

Franciacorta brut riserva “Sospiri” Pas Operé Cà del Vént 2008
Dorato pieno. Ricco, molto fine, speziato, delicatamente dolce. Carbonica sottile e impressionante lunghezza. 
[08/2015]
[chardonnay 100% • assemblaggio di 7 micro-vinificazioni sperimentali • fermentazione e affinamento di 7 mesi in barrique • nessuna filtrazione né collage • sosta sui lieviti in bottiglia di 67 mesi • zuccheri residui 3,9 g/l • SO2 totale 24 mg/l • acidità totale 6,9 g/l • acidità volatile 0,44 g/l • estratto secco totale 24,6 g/l • sovrappressione 4,9 bar]

(franciacorta riserva brut "Sospiri" 2008 Cà del Vént – fotografia Cà del Vént)
(franciacorta riserva brut “Sospiri” 2008 Cà del Vént – fotografia Cà del Vént)

cogliati@possibilia.eu