Non conosci Papicha, il capolavoro di Mounia Meddour

di Samuel Cogliati

settembre 2020

Se non avete ancora visto questo film, il lungometraggio di esordio della regista franco-algerina Mounia Meddour, fatelo di corsa alla prima occasione utile. Non è solo una bellissima pellicola, in cui forse solo la sceneggiatura è un pizzico al di sotto di tutto il resto (regia, fotografia, recitazione, ambientazione, colonna sonora…), ma è una scuola. Scuola di vita, di emozioni, di buon senso, di futuro.

Guardando Non conosci Papicha si impara tantissimo. Si impara qualcosa della recente storia algerina, certo. Ma si impara molto altro. Si impara che, nella maggior parte dei casi, le donne hanno più e meglio da dire che gli uomini. Si impara la profondità e la forza della solidarietà femminile. Si impara quanto il sistema antropologico fondato sulla dominazione maschile sia sterile e ormai anacronistico, se non nei fatti nella storicità. Si impara a guardare avanti al futuro. Si impara il valore della resistenza – scrivetela con o senza R maiuscola, come preferite –, di cui abbiamo un bruciante bisogno ogni giorno e oggi più che in altri periodi: resistenza all’oscurantismo, all’anti-scienza, alla demagogia, al populismo, alla violenza. 

Non conosci Papicha rimescola le carte, impone la riflessione, ferisce, commuove, angoscia ma, contestualmente, dà coraggio. Un coraggio inscalfibile. Donne o uomini, andate a vederlo. •

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