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Il periodico
Dopo una laboriosa (e avventurosa) preparazione, a ottobre 2009 esce il numero zero di www.possibilia.eu periodico online per curiosi. Una realizzazione che riflette l'orizzonte libero e senza preconcetti della nostra linea editoriale.
Da subito, un gruppo di autori aderisce al progetto, alcuni dei quali formano il nucleo redazionale più stabile.
Possibilia si non si propone di fare informazione in senso stretto: tante altre testate più veloci e attrezzate ricoprono già questo ruolo. La nostra rivista desidera offrire ai suoi lettori contenuti insoliti, dando diritto di cittadinanza a temi o chiavi di lettura spesso trascurati o snobbati. Un periodico generalista a 360 gradi? Solo in parte. Possibilia non funziona per compartimenti tematici, ma per modalità di approccio alla materia. Accoglie così una sezione per Dilettarsi, una per Pensare e una per Sorridere. Si aggiungono una sezione di News - la sezione “d'attualità” della testata - e una sezione destinata ai Pubbliredazionali, con lo scrupolo di mantenere eticamente distinti contenuti commerciali e redazionali, valorizzando così entrambi.
Con la nuova versione della rivista, inaugurata nel 2012, abbiamo deciso di aggiungere una sezione (le Rubrilie) dedicata alle nostre passioni: il vino, il rugby e il viaggio.

Contatta la redazione: redazione@possibilia.eu


I libri
Nel 2010, gli esiti incoraggianti della rivista e il desiderio di ampliare il progetto editoriale dànno vita alla parte cartacea della nostra attività.
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Siria I care
di Ludovica Scaletti

Obama vince, abbraccia Michelle e tira un sospiro di sollievo davanti ai suoi sostenitori. Il viso, gli occhi e anche i capelli (che negli ultimi quattro anni si sono parecchio ingrigiti), tutto sembra rinascere. Va bene, in tanti abbiamo esultato e non c'è dubbio, gli statunitensi sanno come emozionare, come far spuntare la lacrimuccia. Dal discorso, con la dedica a Michelle (“Non ti ho mai amata come ora”), alle migliaia di bandierine che sventolavano al ritmo della musica nel quartier generale di Chicago. Ok, ci sto, è tutto grandioso, tutto luminoso e molto americano. Ma ci siamo dimenticati del resto del mondo? In molti hanno passato una notte insonne per seguire lo spoglio, milioni di giornalisti da ogni parte del globo si sono trovati a raccontare l'evento. Tutte le prima pagine dei giornali la mattina del 7 novembre erano occupate da una delle tante foto del presidente. È normale, lo so, non può andare in un altro modo. D'altronde avere Obama piuttosto che Romney alla Casa Bianca cambia le cose. Ma non dimentichiamoci del resto. Un luogo tra tanti la Siria. Per esempio ricordiamocene oggi 11 novembre. Non una data qualsiasi, ma il “Siria I care” blogging day, cioè una giornata in cui chiunque abbia un blog, un sito ma anche un qualsiasi social network, è invitato a parlare di Siria, a ricordarsi il massacro che sta avvenendo. A lanciare l'appello è stato Articolo 21 (www.articolo21.org/2012/11/1111-siria-i-care-blogging-day/), ispirandosi al motto della scuola di Don Milani, che era proprio “I care”, cioè m'importa. Facciamolo oggi, ma non smettiamo di farlo nei prossimi giorni, mesi, fin quando sarà necessario.

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