di Samuel Cogliati Gorlier
• 30 dicembre 2025 •
Poiché appare indispensabile prodigarsi in qualche tipo di classifica e/o riassunto sul 2025, non avrò l’ardore di sottrarmi a questo nobile esercizio.
Ecco, in ordine rigorosamente casuale, le mie più grandi delusioni cinematografiche dell’anno, tra quelle viste al cinema.
Di una noia e di una banalità mortali, infarcito – anzi, costruito – di IA. Faticoso da seguire. E poi ‘sta autocelebrazione americana, anche basta.
Ci prova. E si perde in un dedalo di lungaggini non richieste, senza alcuna credibilità di una vicenda che invece urla la sua necessità di essere credibile. Neanche lo sforzo di un Daniel Craig lodevole riesce a salvare la pellicola.
Ritmo sfrenato fine a sé stesso. Ammirevoli acrobazie. Non bastano per sorbirsi 169 minuti.
Brava Jodie Foster, per carità. Ma il film è ipercentrato su di lei e soprattutto non accade nulla (di imprevedibile).
Lodevole intenzione. I primi due episodi se la cavano, dànno l’impressione che qualcosa da dire ci sia (grazie Tom Waits); si ridacchia anche. Poi finisce lì. Inutilmente lento.
[L’immagine (CC) ha il solo scopo di non avere scopo]
